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giovedì 5 aprile 2012

Fliselina questa sconosciuta!

E’ molto importante , anzi fondamentale, quando si cuce un vestito utilizzare degli “stabilizzatori”, per aggiungere struttura, forma e rinforzare l’indumento. Questo serve anche a prolungare  la “vita” di un indumento.
Ci sono capi che hanno bisogno interamente di uno stabilizzatore (o interfodera) per rimanere in forma mentre altri solo in parte.
Ad esempio una gonna base o un pantalone avranno bisogno di uno stabilizzatore nel cinturino ( la gonna anche nello spacco), una camicia nel colletto e nei polsini, una giacca oltre allo scollo nel pannello frontale , nelle tasche, e un gilet sulla linea del collo e sul giro manica.
Per capire quali parti hanno bisogno di uno stabilizzatore, bisogna avere bene in mente il capo che si vuole costruire.
Le parti dell’indumento che dovranno cadere diversamente rispetto alle forme del corpo, probabilmente avranno bisogno di un stabilizzatore. Pensiamo ad esempio a una gonna  ampia stile "civil war", sicuramente per stare ampia e su in quel modo avrà bisogno di qualche supporto.
 Un’idea semplice può essere quella di mettere strati di tulle attaccati alla fodera della gonna, quella più complessa è di costruire una gabbia con stecche di metallo.
Esistono diversi tipi di interfodere, la più conosciuta è la fliselina. La fliselina è una tela che può essere termoadevisa oppure da cucire. Può essere di tessuto , non tessute  oppure di maglia.
La fliselina tessuta  è molto stabile e non è stretch nelle 2 direzioni, inoltre deve essere tagliata con lo stesso drittofilo del capo dove verrà applicata.
La fliselina non tessuta è composta da fibre sintetiche messe insieme tramite processi chimici E’ più duratura rispetto a quella tessuta. Nno è necessario tagliarla in drittofilo ma è consigliabile per avere maggiore stabilità.
Le fliseline di maglia sono più soffici di quelle tessute e sono stretch nel senso della larghezza. Di solito sono adesive.
La fliselina adesiva viene applicata con il ferro da stiro che scalda lo strato di resina.
In genere se i punti di colla sono piccoli allora la fliselina sarà più adatta per i tessuti leggeri, se sono grandi sarà meglio utilizzarla con i tessuti pesanti.
Non sempre però le fliseline adesive sono adatte a tutti i tipi di tessuti, perché il calore e la colla potrebbero rovinare il tessuto.
In questo caso è meglio utilizzare una fliselina da cucire. I tessuti su cui è necessario utilizzare questo tipo di fliselina sono il velluto, i tessuti con pailletes,  quelli con perline, i vinili, i tessuti metallici, e quelli a trama larga.
La fliselina può essere di diversi pesi. E’ importante capire quale peso va bene per il tessuto che si sta utilizzando. La fliselina deve essere compatibile con il peso, l’elasticità e la mano del tessuto.
Ad esempio una fliselina di peso alto non andrà bene con un tessuto leggero. In genere non dovrà mai essere più pesante del tessuto stesso. E’ sempre meglio fare una prova su un campione prima di utilizzare la fliselina sul capo finale, per vederne la resa, anche perché una volta applicata è difficile staccarla dal tessuto senza rovinarlo.
Oltre alla fliselina ci sono altri tipi di stabilizzatori:
Il drittofilo (scegliere quello ampio 0,5/0,6 cm), è un nastro di drittofilo utilizzato soprattutto per tenere in forma le parti curve del capo (scollo o giro manica)
Se il tessuto è molto leggero e trasparente al posto del drittofilo possiamo usare la Cimosa, ottenendo così lo stesso colore del tessuto.
Vediamo come scegliere la fliselina per alcuni tessuti:
·         Raso: se è un raso sottile sarebbe meglio utilizzare una fliselina che si cuce per evitare bolle. Per un raso spesso come il duchesse si può utilizzare la fliselina adesiva ma è sempre meglio fare una prova
·         Jeans: alcuni tessuti jeans possono essere troppo pesanti per utilizzare una interfodera. Utilizzare quella adesiva
·         Maglina: la fliselina può essere utile quando vogliamo che una parte del capo non si deformi a causa dell’elasticità del tessuto: ad esempio scolli, colli, asole, polsini e cuciture delle cerniere. Utilizziamo fliselina di maglia se vogliamo che la parte dove va applicata mantenga elasticità se invece vogliamo rigidezza utilizziamo la fliselina tessuta. Meglio non utilizzare quella adesiva, perché potrebbe non aderire bene.
·         Velluto: utilizzare  una interfodera che si cuce, perché il ferro da stiro può rovinare il pelo del tessuto
·         Pelle:meglio  utilizzare la fliselina che si cuce. Se si usa quella adesiva ,prendere solo quella che si stira a basse temperature e proteggere la pelle dal ferro .
·         Pelliccia finta: utilizzare solo quella che si cuce

venerdì 14 ottobre 2011

Come applicare il drittofilo sulla vita di un corsetto

Come già accennato qualche post fa, per stabilizzare il punto vita vado ad applicare del nastro di drittofilo. Il drittofilo lo potete trovare in qualsiasi merceria della vostra città. Io uso quello da 16mm. Quando, dove e come va applicato?
Va applicato una volta che avete cucito tutti i pannelli tra di loro tranne gli ultimi 2, che chiudono il tubulare ( di solito si tratta dell'ultimo e penultimo pannello della stoffa esteriore). Il drittofilo va applicato lungo la linea della vita sulla stoffa che sarà interna al corsetto (il coutil) in questo modo:
1) appuntiamo con gli spilli lungo la linea della vita all'interno del corsetto sul coutil.


2) cuciamo a macchina o a mano il più vicino possibile alle cuciture che uniscono i pannelli. Nella foto sotto il dirttofilo cosi' cucito:

sabato 8 ottobre 2011

Negozi online consigliati - Dove comprare i nastri di raso

Se non sapete nella vostra città dove acquistare dei nastri di raso per i vostri corsetti o semplicemente non avete voglia di sbattervi in giro per negozi ed avere la comodità di poter trovare dei nastri di raso di ottima qualità sul web vi consiglio questo negozio ebay:
Ha nastri di tutti i tipi, colori e dimensioni ed essendo un negozio sito in Inghilterra non avrete il rischio dogana. Io ho acquistato già 2 volte e mi sono trovata benissimo, sia come prezzi sia come tempi ( non più di 7 gg). Vende nastri di raso doppio, quindi resistenti. Inoltre sempre qua ho acquistato il "grossgrain" (drittofilo) che applico sulla vita dei corsetti come stabilizzatore (io ho preso quello da 16mm)

giovedì 15 settembre 2011

Come appoggiare il cartamodello sulla stoffa

Una cosa fondamentale quando si taglia la stoffa è l'appoggiare il cartamodello nel modo esatto.
Il cartamodello può essere appoggiato o sulla stoffa piegata (quindi avremo 2 strati di stoffa) o su un solo strato. Di solito nel cartamodello viene indicato se tagliare la stoffa in doppio o singolo strato. Se vogliamo tagliare la stoffa in doppio, che è il caso più comune, dobbiamo piegarla facendo combaciare le cimose. Cosa sono le cimose? E' il bordo rifinito della stoffa, di solito di tessuto più fitto e resistente e facilmente riconoscibile perchè presenta dei buchini. Sul cartamodello di solito viene indicato un drittofilo. Cos'è il drittofilo? Il drittofilo è la linea parallela alla cimosa. Se avete uno scampolo di tessuto senza cimosa, le cose si complicano. Dovete capire in che senso è stato ordito il tessuto.Inoltre il tessuto (a meno che non sia un tessuto stretch) di solito è meno elastico nel senso del drittofilo. Di solito viene disposto in drittofilo il centro dietro e il centro davanti del cartamodello. Mettere il cartamodello seguendo il drittofilo ci permette di avere abiti che cadono bene e hanno una buona vestibilità. Solo alcuni modelli particolari vengono tagliati sullo sbieco del tessuto. Cos'è lo sbieco ( o tralice)? Considerate la cimosa, prendete un angolo di 45 gradi ed avrete lo sbieco. Ci saranno quindi 2 sbiechi per ogni stoffa e questi saranno tra loro perpendicolari. Per ottenere tipi particolari  di drappeggio si usa tagliare in sbieco, in quanto lo sbieco è più elastico rispetto al drittofilo. Inoltre si usano i nastri in sbieco per rifinire parti rotonde come scolli, maniche e nel nostro caso i corsetti. Questi nastri potete crearli voi partendo dal tessuto oppure acquistarli in merceria.
Ora che avete capito come si trovano le cimose si passa alla parte più complessa, capire qual'è il dritto e il rovescio del tessuto. In alcuni casi è molto semplice come nel satin, dove il dritto è costituito dal lato lucido.
Ma per altri tipi di tessuti può diventare un'impresa. Anche qui possiamo farci aiutare dai buchini delle cimose. Se guardiamo i buchini il dritto sarà la parte dove la stoffa è  venuta in rilievo, perchè così viene appoggiata sul rollo ( il dritto quando viene srotolato il rollo di stoffa è quello sopra).
Trovato il dritto del tessuto possiamo congiungere le cimose con i 2 lati dritti sempre all'interno. Infatti il cartamodello verrà appoggiato sul rovescio, di modo che se dobbiamo segnare con gessi e pennarelli questo si vedrà solo sul rovescio. Adesso cerchiamo di allineare il drittofilo del cartamodello con il drittofilo della stoffa. Misurando dalla cimosa con un metro da sarta la distanza tra questa è la linea del drittofilo disegnata sul cartamodello. Appuntiamo tutto con degli spilli e passiamo al pezzo successivo.

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